InspiringPR, “l’arte dell’incontro”

«Carmen, ti andrebbe di partecipare come relatore ad InspiringPR? Il tema dell’edizione 2016 è il dialogo e si terrà a Venezia, il 25 giugno. Mi piacerebbe che tu parlassi della tua esperienza di volontariato in campo a Lesbo per Save The Children e dell’importanza del dialogo con i migranti. Te la sentiresti?»

È questo il messaggio che alcune settimane fa mi ha inviato Lisa Scudeler, uno degli organizzatori di InspiringPR, evento dedicato alle relazioni pubbliche, promosso da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiane) e organizzato da FERPI Triveneto.

Sorpresa e incredula, ho accettato l’invito con entusiasmo in quanto sono sempre più convinta che sia essenziale far conoscere la condizione di chi scappa da guerra, povertà e violenza, motivo per cui, appena posso, vado in giro per l’Italia a raccontare ciò che ho vissuto come volontaria in campo.

Dopo l’iniziale euforia, confesso di essermi sentita atterrita per qualche ora: «Io? Ma davvero? Devo andare a parlare ad InspiringPR? Carmen, ma sei certa? Sai che è un evento importante per il mondo della comunicazione, promosso, nientepopodimeno che, da F.E.R.P.I?»

Il risultato di tale “dibattito interiore” (amo il melodramma, #sapevatelo!) è stato il passare circa 20 giorni a pensare a cosa dire, arrivando alla stesura di ben 10 versioni della presentazione e ammorbando amici e colleghe.

Le motivazioni di ciò erano le seguenti:

  1. parlare della mia esperienza in campo a Lesbo per Save The Children è sempre emotivamente un po’ arduo. Amo farlo, sento “ fin dentro il ventre e le viscere” che devo continuare a diffondere l’esperienza, ma ammetto che è sempre forte il riviverlo, perché riprovo tutte le sensazioni, belle e meno belle;
  2. l’argomento era/è delicato da trattare. C’è molta diffidenza e anche paura sulla tematica legata ai flussi migratori. Bisogna, a mio avviso, tener conto di ciò e far arrivare il messaggio senza cadere nella banalizzazione, nei luoghi comuni e, soprattutto, senza pietismo. Parlarne è importante – certo! – ma richiede anche grande responsabilità, delicatezza nell’approccio, autenticità e una sensata modalità comunicativa;
  3. la platea era impegnativa, composta da professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche, persone abituate a partecipare ai convegni, ad ascoltare interventi, a vedere ppt, realizzati più o meno bene, a comunicare e, forse, anche a giudicare;
  4. infine, sentivo il desiderio di essere all’altezza della fiducia che Lisa aveva deciso di riporre in me, invitandomi ad un evento prestigioso, in un luogo carico di storia e fascino come Venezia.

Un mix di elementi, quindi, che mi hanno fatto arrivare all’appuntamento con un atteggiamento estremamente consapevole dell’importanza della giornata.

Per me InspiringPR non è stato uno dei soliti convegni, in cui ho potuto ascoltare professionisti di alto valore, ma è stato il luogo in cui incontrare nuove persone, con le quali dialogare e confrontarsi sui temi attuali, legati sia alle relazioni pubbliche sia soprattutto ai cambiamenti della nostra società. È stato, inoltre, “traboccante” d’ispirazione per il mio lavoro e, anche e soprattutto, per il mio impegno sociale.

Sono molte le persone incontrate e le parole ascoltate, le mani strette e le idee condivise. È stata un’occasione di crescita personale, scaturita dall’incontro e dal dialogo con mondi e professionisti diversi.

Parole come “network” o rete, relazione, espressioni come “networking” o “fare rete” rischiano, oggi come non mai, di essere semplici slogan se non siamo in grado di creare reali occasioni di confronto e soprattutto di riunire persone. Varcare il confine del proprio “orticello”, aprirsi al dialogo con l’altro, ascoltarlo, essere curioso di conoscerne le idee, condividerle o semplicemente tentare di comprenderle sono, a mio avviso, gli “ingredienti” base di chi lavora nelle relazioni pubbliche, con le persone. Parafrasando De Moraes ( perdonami, Vinicius!), “le relazioni pubbliche, amico, così come la vita, sono l’arte dell’incontro”.

Da quel che ho vissuto, InspiringPR riesce a realizzare tutto questo e soprattutto dà voce anche a chi è poco conosciuto e affronta tematiche “scomode”, nella consapevolezza che senza osare non si può pensare di innovare e cambiare.

Concludo, dicendo grazie a  tutte le persone conosciute a Venezia: gli organizzatori, soprattutto i giovanissimi universitari di UniFERPI (essendo stata anche io “UniFERPINA”, mi hanno emozionata particolarmente), i relatori, il pubblico in sala e i piccoli Alvise e Vittorio a cui avevo chiesto di fare le bolle di sapone con me. Un grazie speciale a Lisa per l’invito e alle mie amiche Roberta Grandinetti e Federica Carini, anche esse professioniste della comunicazione, che sono venute appositamente da Roma per supportarmi, ancora una volta.

Sì, sono fermamente convinta che “la vita è l’arte dell’incontro” e che InspiringPR realizzi una parte di un’importante opera artistica nel campo delle relazioni pubbliche.

Ah, un’ultima cosa e  metterò fine a questo lunghissimo post: «Lisa, so che mi hai sempre detto di non ringraziarti, ma non posso non farlo. Sai perché? A Lesbo ho ricevuto tantissimi grazie da chi, come scrive la mia amica Federica, non avrebbe nessun motivo per dire grazie”, ed io ne ho.» 🙂

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(Foto di Mariapaola La Caria)

ps: sarebbe più corretto mettere questo post blog nella categoria “Comunicare il sociale”, ma preferisco inserirlo “In viaggio tra l’Umanità” perché sabato ho conosciuto un altro lembo di essa.