Lavoratori invisibili, eppur essenziali

Ho lavorato e continuo a lavorare per l’organizzazione di grandi e piccoli eventi, molto diversi tra loro, quali, ad esempio, il Concerto del Primo Maggio di Roma, festival musicali, convegni, conferenze, giornate di reclutamento in piazza per potenziali donatori di midollo osseo e corse di raccolta fondi.

In questi anni, grazie al mio lavoro, ho imparato che dietro alla riuscita di un evento, piccolo o grande, ci sono mesi di lavoro, numerose professionalità e diverse competenze. Ci sono persone che instancabilmente lavorano e si assicurano che sia tutto perfetto.
Mi ha sempre affascinato osservare queste persone, da colui che si occupa di montare le infrastrutture, ai tecnici, agli assistenti. Sono uno spaccato di un’umanità che lavora alacremente e in maniera invisibile. Quando vado ad un concerto o ad un altro tipo di evento cerco con gli occhi le postazioni tecniche e tento di scorgere i volti, gli sguardi, le storie. Persone “invisibili”, lontane dalle luci della ribalta, eppure così reali, concrete, importanti. Non conoscerò il nome, in molti casi non vedrò nemmeno i visi, ma ad ogni evento a cui parteciperò il loro lavoro sarà dinanzi ai miei occhi e spero che arrivi loro il mio grazie.

 

Photo credits: Domenico Mirigliano